Rassegna stampa

 

01/12/2005

LA REPUBBLICA

LA DONNA CON LA FACCIA NUOVA - FRANCIA: TRAPIANTATI NASO, BOCCA E MENTO. É LA PRIMA VOLTA AL MONDO


PARIGI - Era un'operazione attesa, cui si preparavano parecchi chirurghi sulle due sponde dell'Atlantico, ma sono stati i francesi a battere tutti sul tempo: le équipe degli ospedali di Amiens e Lione hanno effettuato il primo trapianto di faccia su una donna di 38 anni, Rebecca Smith, il cui volto era stato in parte dilaniato dai morsi di un cane. L'operazione è riuscita, ma la paziente dovrà fronteggiare un'eventuale crisi di rigetto ed abituarsi alla sua nuova identità, un ibrido fra il suo vecchio volto e quello della donatrice. L'intervento è stato realizzato domenica alla clinica universitaria di Amiens ed è stato diretto da due professori: Bernard Devauchelle, specialista della chirurgia facciale, e Jean-Michel Dubernard, che pochi anni fa ha realizzato a Lione il primo trapianto di una mano. Rivelata da un quotidiano britannico e da un settimanale francese, la sensazionale operazione è stata confermata dagli interessati, che hanno però fornito pochi particolari e promesso una conferenza stampa per domani. La donna operata era stata gravemente sfigurata in maggio dai morsi di un cane: "Al di là delle conseguenze estetiche, la ferita ha provocato lesioni che si sono rivelate particolarmente invalidanti, sia a livello dell'elocuzione sia per le funzioni di masticazione", si legge in un comunicato. Ferite che non potevano essere curate con le tecniche tradizionali della chirurgia facciale. Le autorità sanitarie hanno dato il loro accordo per il trapianto in agosto, quando è cominciata l'attesa per trovare una donatrice. Questa è stata trovata a Lille. Era in stato dì morte cerebrale e la famiglia ha dato il suo consenso. I medici hanno prelevato il triangolo naso-bocca-mento: «Pelle, tessuti sottocutanei, piccoli muscoli della faccia, elementi arteriosi e venosi», ha precisato il professor Dubernard. I medici assicurano che «la paziente è in eccellente stato generale e l'aspetto dell'innesto è normale». Gli specialisti francesi affermano che entro la fine della settimana si dovrebbe sapere se l'organismo accetta il trapianto oppure se c'è un forte rigetto. In ogni caso, la paziente dovrà prendere per tutta la vita farmaci anti-rigetto. Nel frattempo i medici francesi hanno potuto raccogliere la reazione stizzita dei concorrenti americani: l'équipe del chirurgo Maria Siemionow ha da tempo un elenco di pazienti pronti allo stesso intervento. L'operazione pone ovviamente numerosi interrogativi che vanno ben al di là delle questioni tecniche. Nel 2004, il Comitato consultivo di etica aveva sottolineato i rischi «considerevoli» di fallimento dell'operazione e messo in guardia contro i problemi psicologici: «II paziente può accettare il nuovo volto, ma può anche rifiutarlo». Contrario al trapianto integrale della faccia, il Comitato si era mostrato riservato su quello parziale, senza tuttavia opporsi formalmente. Questo tipo d'intervento potrebbe aiutare gli ustionati, i mutilati o le vittime di un tumore facciale, ma gli psichiatri sottolineano il lungo lavoro psicologico di chi cambia volto: «Bisogna superare lo choc della perdita di un'identità e appropriarsi il nuovo volto». Il dibattito sugli aspetti etici è già aperto. Rita Levi Montalcini si è detta ieri favorevole, perché la persona che ha ricevuto il trapianto «non è modificata dal punto di vista della personalità». L'operazione è insomma accettabile, poiché offre alla paziente «una nuova possibilità di vivere, che prima non aveva». Il problema sta tutto qui ed è stato riassunto tempo fa dal professor Maurice Mimoun, specialista della chirurgia ricostruttrice: «Il dibattito ha un aspetto fortemente emotivo, perché il volto ha un rapporto con l'anima»

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