Rassegna stampa

 

01/12/2005

CORRIERE DELLA SERA

UN VOLTO NUOVO PER UNA DONNA. TRAPIANTATI NASO, BOCCA E MENTO


PARIGI - Un volto nuovo non è ancora una nuova identità, ma il limite fra fantascienza e chirurgia è da ieri più fragile. Ad Amiens, cittadina nel Nord della Francia, è stato compiuto il primo trapianto al mondo di una faccia. Una donna di 36 anni, con il viso sfigurato per il morso di cani, è stata sottoposta a trapianto di naso, bocca, mento e parti della mascella. Per l'équipe del professor Jean-Michel Dubernard, un luminare in materia di trapianti, l'operazione è riuscita e le condizioni generali della paziente «sono eccellenti».
Il trapianto è avvenuto, lunedì scorso, nel centro ospedaliero universitario di Amiens. La donna, che si è risvegliata con tratti del viso di un'altra persona, aveva subito, oltre ai danni estetici, gravi lesioni che le impedivano di parlare e masticare. La soddisfazione dei chirurghi contrasta polemiche e laceranti discussioni già avvertite appena un quotidiano inglese e il settimanale Le Point hanno divulgato la notizia. L'intervento sarebbe stato deciso in gran segreto, pare senza informare il Comitato etico nazionale che in passato si era pronunciato in modo controverso sulla materia. Secondo un testimone, che ha assistito all'operazione, le parti del viso trapiantate sono state prelevate domenica scorsa -con il consenso dei familiari- da un donatore di cui non è stata rivelata l'identità, e provvisoriamente applicate su uno stampo per verificare l'adattabilità alla morfologia del ricevente. Questa prima fase dell'intervento si è svolta all'ospedale Salegro di Lille. Nel giro di poche ore, frammenti di pelle, tessuti sottocutanei e alcuni muscoli delle mandibole sono stati trasferiti ad Amiens, nella regione della Somme. Il professor Dubernard, il primo ad aver trapiantato una mano nel centro specialistico che dirige a Lione, è stato affiancato dal professor Bernard Devauchelle. «Spiegherò tutto nei prossimi giorni, con tutta l'équipe e con l'accordo della nostra paziente», ha detto il professore. Le notizie filtrate dagli ambienti ospedalieri sono scarne. La donna, abitante a Valenciennes, era stata aggredita e sfigurata dai cani nella primavera scorsa. Il caso era stato sottoposto al professor Dubernard, 64 anni, il quale aveva ottenuto in agosto l'autorizzazione delle autorità sanitarie ad iscrivere la paziente nella lista dei possibili trapianti, in attesa di un donatore compatibile con la sua morfologia. Deputato dell'Ump, il partito gollista, promotore di proposte di leggi in materia, il professor Dubernard, urologo, si è specializzato in trapianti cominciando dai reni. Nel '76 ha effettuato, primo in Europa, il trapianto del pancreas. Nel 1998 ha effettuato il primo trapianto di una mano e nel 2000 ha sperimentato con successo un doppio trapianto di mani e avambracci. La decisione di Dubernard di effettuare l'eccezionale intervento si è fatta largo nelle maglie strette del Comitato etico nazionale che nel febbraio dello scorso anno si era pronunciato contro il trapianto totale di un volto, lasciando invece aperto uno spiraglio per interventi su singole parti. Al di là dell'emozione per un intervento mai tentato al mondo, quello di Amiens sarebbe in effetti un esempio di trapianto parziale. Laurent Lantieri, dell'ospedale di Creteil, il quale si preparava ad effettuare un trapianto di viso su un poliziotto di 49 anni, rimasto sfigurato dopo un terribile incidente di moto: «Il richiamo della fantascienza è ridicolo, stiamo più semplicemente sperimentando lo stadio più avanzato della chirurgia plastica ed estetica, anche se una nuova mano o un nuovo seno non sono la stessa cosa di un nuovo volto». Sorpreso dalla notizia del trapianto effettuato ad Amiens, il professore dice: «Dopo un lungo iter anch'io avevo ottenuto l'autorizzazione a sperimentare un trapianto parziale. Ritengo che l'équipe di Amiens non abbia informato in modo ufficiale il Comitato etico, che ha espresso criteri precisi, ristretti alla zona del naso e della bocca, sottolineando che i rischi di fallimento no

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