Rassegna stampa

 

05/09/2012

OGGI

DITA GONFIE E DOLORANTI? PUO' ESSERE ARTROSI MA NON CONFONDETELA CON L'ARTRITE

L'artrosi è una degenerazione delle cartilagini che colpisce quattro milioni di italiani. Combatterla si può. Basta accorgersene in tempo


Artrosi e artrite: le parole si assomigliano, ma si tratta di due problemi differenti. Per artrosi si intende un processo degenerativo cronico, spesso caratterizzato dalla riaccensione acuta dei disturbi. L'artrite e un'infiammazione delle giunture. Tipica è quella "reumatoide": qui il sistema immunitario attacca la membrana che riveste le articolazioni, infiammandola, e distruggendo cartilagine e osso sottostante.

Quelle dita un po’ nodose e gonfe vi tormentano? Fate fatica ad aprire un barattolo o a svitare il tappo di una bottiglia?
È l’artrosi che comincia a dar segni di sé. Come voi, 4 milioni di italiani ce l’hanno, ma sempre più connazionali ne soffrono, perché la vita è diventata più lunga e quindi questo disturbo articolare ha più tempo a disposizione per manifestarsi. Non trascuratelo; anzi, approfttate di questi scampoli d’estate, è il messaggio degli specialisti, per corroborare le piccole articolazioni delle dita (che saranno facili bersagli del freddo umido dell’autunno).

Il mare fa bene, il sole no
«Un sano bagno in mare, infatti, aiuta a drenare i liquidi del corpo e perciò anche quelli che tendono ad accumularsi nei tessuti delle articolazioni», rassicura il professor Marco Lanzetta, chirurgo noto a livello internazionale e direttore dell’Istituto italiano di Chirurgia della mano di Monza. «Senza poi contare che le repentine differenze di temperatura, tra caldo ambientale e acqua fredda, causano vasodilatazioni e vasocostrizioni, una ginnastica che contribuisce a contrastare gli edemi». Il sole? Meglio non abusarne: un’esposizione eccessiva ai raggi solari (ma anche a quelli artifciali) aggrava l’infammazione articolare. Il consiglio, in questo periodo, è anche quello di ricorrere ai soggiorni termali, per sottoporsi a trattamenti in acqua calda o fanghi (nelle fasi in cui l’artrosi è “spenta”) o a qualche massaggio tradizionale (sì a quello shiatsu, no a quello thailandese che stira le articolazioni). In ogni caso, è sempre meglio concordare con il proprio medico gli interventi più adeguati. Comunque, non flagellatevi con i mea culpa: sappiate che l’artrosi non viene perché lavate i piatti da 50 anni o perché vivete in un ambiente molto umido. L’artrosi delle mani non è una malattia, ma una predisposizione naturale, come per esempio la calvizie: per genetica, la cartilagine che ricopre le vostre ossa tende ad assottigliarsi con il trascorrere degli anni e a non proteggerle più dallo sfregamento. Se è bene accettarla, non è detto però che si sia destinati a conviverci per tutta la vita.

«L’artrosi è curabilissima»,
Assicura Lanzetta, «e oggi si può contare su terapie innovative e personalizzate, ritagliate cioè su misura per ciascun individuo o, meglio, per ciascuna mano. Di più: per ognuna delle varie articolazioni delle dita». Se avete la nonna, la mamma, una sorella o una zia con l’artrosi, fatevi prescrivere una radiografa alle mani: vi servirà per capire se la degenerazione delle cartilagini delle vostre falangi è iniziata e a che stadio di gravità è. Il referto vi ha detto di sì? Non mettetevi in testa che non muovendo più le mani il decorso dell’artrosi si arresta! Esercizi di allungamento delle dita, da eseguire soprattutto al mattino per contrastare il ristagno notturno dei liquidi nei tessuti, sono benvenuti. Comunque non preoccupatevi. Una soluzione c’è per tutti. Una donna di 40 anni che non ha ancora le antiestetiche nodosità, ma sente dolore alla presa quando, per esempio, sposta il mouse, cuce, o scrive, si può avvalere della laserterapia. «In questi casi, un gel contenente sostanze lubrifcanti, antinfammatorie o capaci di assorbire i gonfori viene applicato tutti i giorni sull’epidermide e fatto penetrare direttamente all’interno dell’articolazione con l’energia del laser », spiega il professor Lanzetta. «Già dopo tre settimane si vedranno i risultati: il dolore si attenuerà o sparirà nell’80 per cento dei casi e per circa due anni senza effetti collaterali».

E' in arrivo una nuova cura
Chi ha un’artrosi alle mani già più avanzata, o la rizoartrosi (artrosi all’articolazione della base del pollice), potrà optare per una cura a base di cellule staminali: iniettate nell’articolazione in artroscopia, cioè con una telecamera e un ago, si trasformano in cellule della cartilagine, andando a ricostruirla là dove è più sofferente. «Nonostante sia ancora oggetto di uno studio che terminerà tra 6-7 mesi, i risultati preliminari sono assai incoraggianti (ripresa della funzionalità e attenuazione del dolore) e duraturi nel tempo», precisa Lanzetta. La chirurgia è oggi davvero l’ultima carta da giocare, riservata a chi non ha più cartilagine tra le ossa delle falangi e ha esaurito le chance terapeutiche alternative: eseguita con tecnica mininvasiva, in anestesia locale e in day hospital, è in grado di regalare un pieno recupero nel giro di otto settimane.

E a tavola state attenti a carne rossa e formaggi
Sull’artrosi si può giocare d’anticipo anche a tavola. poche dritte alimentari possono far tanto per la salute delle nostre mani. «In chi si nutre senza criterio, una reimpostazione delle abitudini dietetiche ha un effetto decisamente benefico: basterebbe moderare il consumo di carni rosse, formaggi e cibi grassi in genere per ristorare anche le articolazioni delle dita». «Oggi, poi, è possibile realizzare un profilo del proprio metabolismo», suggerisce Marco Lanzetta. «Si può eseguire, per esempio, un dosaggio dei famosi radicali liberi e quantificare così la personale barriera antiossidante, misurare la velocità d’accumulo di questi composti chimici nocivi e stabilire in quanto tempo il nostro organismo è in grado di smaltirli». In tal modo, si potrà capire se e quanto aumentare il consumo delle sostanze antiossidanti (contenute nella frutta e nelle verdure fresche). È utile, poi, dosare gli acidi grassi polinsaturi omega-3, 6 e 7, molecole naturali dall’azione antinfiammatoria. stabilire l’equilibrio che c’è tra tali composti è importante, perché se rientra nella norma si può fare a meno di ricorrere al sostegno di un integratore alimentare.

La radiografia
Se avete parenti con l’artrosi o sentite male alle giunture delle dita, fatevi prescrivere dal medico una radiografia alle mani, per stabilire se e come occorre intervenire.

Gli esercizi per le dita
Possono rivelarsi molto utili gli esercizi di allungamento delle dita. È meglio farli al mattino, per contrastare il ristagno notturno dei liquidi nei tessuti.

La laser-terapia
Si fa penetrare un gel con sostanze antinfiammatorie e lubrificanti all’interno dell’articolazione: il dolore si attenua, e nell’80% dei casi sparisce, per un paio di anni.

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